martedì, 22 settembre 2009
milan l'è un gran milan.ma nel suo tono di voce basso e calmo di milanese nn c'è traccia.nei suoi modi tranquilli e poco metodici,nemmeno.eppure mi dice che vive a milano da quando è piccolo.lo ascolto attentamente mentre me lo dice e mi verrà in mente prima o poi a quale cadenza dialettale lo sto associando.'appena ti viene in mente saprò da dove vengo' mi dice ridendo come a prendermi un pò in giro,gli sorrido ma rimango convinta che le sue origini siano distanti centinaia di chilometri(nn che la cosa faccia differenza,pure io nn ho regione nè città,tutto sommato).nn so ancora se la sua voce mi piace,lui mi costringe a pensarci,visto che mi ripete che la mia voce lo fa impazzire.mi piace nel mentre,la sua voce e mi piace il fatto che nn abbia reticenze nel proferir gusti e posizioni.ma nn so se mi piace in assoluto e comunque si sa che in quel mentre i sensi sono tutti all'erta sulla superficie della pelle e qualsiasi cosa detta nell'eccitazione viene percepita dentro ad altri organi e in ultimo dall'udito.mentre mi rivesto lentamente per dilatare un pò il tempo e lui se ne sta ancora sdraiato in mezzo al letto,mi invita a parlargli della mia ultima esperienza sentimentale,se così si può chiamare ciò che mi ha lasciato una voragine dentro al cuore e rabbia nel cervello.e io mi metto a raccontare,poco carinamente,senza tralasciare nemmeno il minimo schifo di particolare e finendo con:e quindi io con un 50 mai più.mi sorride di nuovo, dopo essersi scusato con me in nome di un certo genere maschile e ribadendo che comunque lui ne ha 44.che sono comunque il doppiodei miei,dico io.sì ma che comunque sono meno di 50 insiste lui.sì ma che comunque sono molti più di 22,mi sento di ripetere come per mantenere una certa distanza sentimentale da lui.sta per ri-ri-ribadire qualcosa,ma mi volto e vado in bagno per nn sentire niente altro.e la storia potrebbe finire qui,mentre dani esce dalla porta salutando e amici come prima.ma infatti finisce qui,cari dieci piccoli lettori,mi piace così,senza futuro.
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mercoledì, 16 settembre 2009
dedicata alla persona con la quale ho parlato ieri sera.sperando che abbia capito.anche se io continuo a sentire il bisogno,-con te-,stranamente,di ribadire un concetto tutto mio.e nn lo so se saprei scrivere meglio,probabilmente sì.e nn lo so se vorrei scrivere meglio,probabilmente no.io sono ciò che scrivo,io sono come scrivo e scrivo per me,senza abbellimenti.sono come i cantatutori che amo,che scrivono della vita e dei mali interiori senza troppi orpelli,sono come un bluesman che scrive delle proprie vicissitudini per il suo pubblico che lo ama,senza troppi giri di parole,mettendoci sè stesso.sono come.come as you are.
(per stupire mezz'ora basta un libro di storia,io cercai di imparare la treccani a memoria).
dani

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro

E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.


E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.

Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".

De Andrè,un matto.
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sabato, 12 settembre 2009
perchè è sabato ed il mondo lì fuori festeggia e le luci sono sfarzose in questa città.e perchè fino a poco fa stavo pensando che con un lavoro forse avrei potuto avere una camera tutta mia.una camera tutta mia con dentro una solitudine soltanto.e che magari nn avrei smesso di leggere tutti i libri che ho letto,quelli con dentro di tutto,dalle avventure alle debolezze umane,dall'amore alle cazzate universali.è che nn riesco a vedermi come una piccola borghese che migliora,un pò meglio o un pò più elevata di come la mia famiglia mi ha allevata(la mia famiglia molto molto molto allargata mi ha allevata).una vita un attimo più interessante,circa.e mi ritrovo qui,in questa stanza nn mia,dove della mia famiglia nn c'è traccia per centinaia di chilometri,a pensare di poter emergere da una vita in cui nn c'è posto per tutti quelli che sono al mondo.
loneliness.
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venerdì, 04 settembre 2009
ok,nn è il momento per la poesia,nn è il momento per pensare al mio futuro o ad un futuro del cazzo qualsiasi.nn è il momento per fare la somma di ciò che ho o di ciò che nn è stato.ashes to ashes,il passato al passato.almeno per oggi,nn è il momento per nessuna cosa.nemmeno per altra letteratura infatti nn sto aprendo libri,accarezzo le copertine e tolgo la polvere e li riabbandono.nn è il momento per pensare,per amare qualcosa o qualcuno.in definitiva mi tolgo dai coglioni dell'umanità da sola.
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lunedì, 24 agosto 2009
per smentire le stupide voci di corridoio.e per parlare (vorrei riderne se nn fosse così triste&squallida come situazione) con 'chiarezza e franchezza',confermo di nn essere innamorata di nessuno,di nessun tenutario di blog.proprio di nessuno.ribadisco,tra l'altro,che più conosco qualcuno e prima mi scade. tragicamente.we all fallin' down.quindi mettetevi l'animo in pace,donne che vi innamorate online,che io coi vostri fidanzatini online ci dormo soltanto di sonni tranquilli.
dani
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domenica, 23 agosto 2009

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sabato, 22 agosto 2009
e faceva caldo perchè è agosto e questa è una città senza mare ma dove si esce lo stesso in infradito e ci sono le zanzare che banchettano sulle caviglie in primis,ma nn disdegnano nessun centimetro scoperto di pelle più o meno profumata col sapone.e quella che tenevo in mano era una cocacola ghiacciata ancora nella bottiglietta dalla quale avrei goduto del primo fantastico sorso se nn fosse stato che.che me la stava offrendo nn era poi un problema.ma io le frasi storte nn le sopporto,mi si storta l'espressione pure a me e mi cadono gli ipotetici coglioni.deve aver sentito il tonfo di quando mi sono caduti perchè poi nn ha più proferito parola.e nemmeno io ho più bevuto la cocacola ghiacciata ancora nella bottiglietta.e nessuno di noi due ha più detto nulla e quando a parlare è il silenzio ed ognuno lo riempie dei significati che preferisce,a meno di nn essere innamorati come rometta e giuleo,tutto si complica.insomma anticipo di finale di serata in cui lei/io si alza e dice ok ciao e in cui lui/frasidelcazzo rimane col bicchiere a mezz'aria e l'espressione che definirla intelligente è solo un complimento decisamente ipocrita.bha.
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mercoledì, 19 agosto 2009
il posto in cui sto nn è poi così male.se togli chi ci abita,se togli il caldo atroce,se togli qualche parete di troppo e troppo sotttile che rende la camera in cui dormo una cameretta.nn che io necessiti di spazio,ma questa volta mi sembra che i miei pensieri nn riescano a spiccare il volo nemmeno oltre la mia bocca,nemmeno sulla carta,nemmeno con ama il prossimo tuo,nemmeno qui.magari è solo colpa del caldo,dei rumori che nn riconosco,dello stare a tavola con persone che a malapena ho visto due volte nella mia vita e con cui ora(poverini anche loro)mi ci ritrovo a convivere.magari è che ho la necessità di dire senza però avere più nulla da argomentare.magari è il lungo e caldo agosto,magari è la solitudine di nn ritrovarsi mai a specchiarsi in qualcuno di simile.magari è che,senza peccare di presunzione,il mio simile nn esiste(e lo spero per lui che nn esista).magari deve ancora nascere,ma sarebbe poi troppo giovane.magari è già nato decenni fa ma risulterebbe troppo vecchio.e si sa che di vecchi ne ho fin sopra i capelli.magari è che mi sto calmando,infatti fino a poco tempo fa avrei detto:di vecchi ne ho fin sopra i coglioni.ma qui in effetti essere sboccati nn ha senso,sono tutti così...così,indefinibilmente normali.che pure io mi sto calmando,che peccato.oggi ho aperto la chat dopo secoli e dopo pochi secondi l'ho richiusa annoiata.anche qui scrivo poco,nn è che ci sto male,è che nn ci sto bene.è che senza rendermene conto mi ritrovo a guardare tutto da una distanza troppo lunga,come in lontananza,come da estranea.tutto e tutti mi sembrano,all'improvviso,estranei.più conosco la gente e leggo ciò che scrive e meno mi piace,potrebbe essere il succo della questione.ci sarebbe da aggiungere altro ma oggi galleggio in stitichezza di idee.e quindi è tutto.
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mercoledì, 05 agosto 2009
ci ho provato,giuro che ci ho provato.ma nn sono portata per farlo.di nessun tipo.di nessun genere.con nessun orario.ce l'ho anche messa quasi tutta.ma più mi applicavo,più vedevo vicine le catene,l'essere umano ridotto automa,ridotto a merce di scambio tempo/denaro.per comprare cosa,poi.per soddisfare quali sedicenti necessità?niente e nessuno dovrebbe comprare il tempo altrui.niente e nessuno dovrebbe inchinarsi al dio denaro.
nn ho arte,nn ho parte.però giuro che davvero ci ho provato.

"Ho anche provato a lavorare
senza risparmio mi diedi da fare
ma il sol risultato dell'esperimento
fu della fame un tragico aumento
non si risenta la gente per bene
se non mi adatto a portar le catene."
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mercoledì, 15 luglio 2009
ed eccomi qui senza saper bene cosa voler scrivere.solo che venerdì lascio questa casa,lascio una casa per l'ennesima volta e come tutte le volte nn so proprio dove andare.da chi stare.in tutto il tempo che sono stata qui a  roma nn ho trovato un lavoro.nn ho cercato un lavoro,anzi.ho letto tantissimo,studiato abbastanza per poter dare degli ipotetici esami,analizzato e fatto analizzare me stessa dallo psic di turno.ma nn ho cercato un lavoro.c'è chi mi dice che lavorando potrei permettermi cose mie,una stanza magari,dei vestiti nuovi,magari,una cocacola ghiacciata in più giù al bar all'aperto.ma a me di tutte qs cose sinceramente non importa.quello che cerco e quello che vorrei è davvero altro,è distante e nn è materiale.ecco un altro dei miei pensieri,cambiare di nuovo città e casa significa trovarmi di nuovo sola a  destreggiarmi per stare a galla.tra tutti i problemi,il peggiore.dovrò andare di nuovo alla struttura pubblica del posto in cui starò,rifare la richiesta ed infine avere un nuovo psic.tenendo le dita incrociate che sia 'uno bravo'.questo lo era.nn so dire il perchè me ne vado da qui,nn so dire nemmeno se saprei rimanerci,so che vado, che devo andare.so che i legami quando diventano troppo stretti mi soffocano,che alla lunga abituarsi a qualcuno o qualcosa che però nn è quel che si desidera o si pensa di desiderare,equivale a far morire un pò del proprio io.magari per delle comodità.o per del finto benessere.mi sento in agitazione.e nn mi passa.mi sento lo stomaco chiuso.e nn mi passa.mi sudano le mani.e questa tastiera scivola.pomeriggio è passato a trovarmi il mio misantropo preferito,quello che in queste settimane mi ha invitata nei suoi pensieri e nelle sue lenzuola pulite,tra i suoi libri,io incantata,e il suo modo d'essere.lui con me.lui e sè stesso.inutile dire che mi ha offerto ospitalità seppur temporanea.ma l'ho annusato e sò che quello che vale per me vale pure per lui.la libertà è ad ogni costo,sopra ogni cosa,anche se poi stringi stringi,tutta questa libertà prende le sembianze di una gabbia.ricordami così,siamo stati bene o come dice de andrè meglio esserci lasciati che nn esserci mai incontrati.una citazione ogni tanto ci vuole,per sciogliere la mia scrittura così stringata.e i pensieri scivolano veloci come la tastiera,addirittura oltre le parole,velocissimi.alienanti.io sto bene io sto male.ho già salutato mio padre,che pur abitando qui davanti ho visto per un tempo inferiore alle due ore consecutive in tutti questi mesi che ho abitato qui.nn ha saputo cosa dirmi,reciprocità,nn gli ho detto nulla.ha provato ad abbracciarmi,una volta e nn l'ha più rifatto,forse l'imbarazzo del nn sentire nulla è passato da me a lui ed è bastato così.come è bastato lo sguardo freddo della sua nuova compagna.reciprocità.odori da dimenticare.sguardi che nn leniscono,mani che nn si cercano.this is the end,my friend.nelle canzoni tutto è più armonico,anche mentre canti che stai per morire o che la tua ragazza ti ha lasciato per sempre e la casa sta bruciando e tu non hai niente addosso a parte i calzini.stesso borsone con dentro le mie poche cose,ai piedi stesse all star di quando sono arrivata,come se le stagioni,per chi parte come me,nn contassero nulla.qualche libro in più,gentile concessione del precedente proprietario che ne vuole fare a meno.un cadeau delicato.e basta così,nn c'è un lieto fine nè ci sarà.si ringraziano le comparse decenti di questa nemmeno breve esperienza.si ringraziano anche tutti quelli che,stanchi di apparire con me caritatevoli,carini,sinceri e altruisti,sono tornati nei loro veri panni di merde di sempre.
– È la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani... A ogni piano, mentre cade, l'uomo non smette di ripetere: "Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene". Questo per dire che l'importante non è la caduta ma l'atterraggio.
postato da: danimaudit alle ore 19:38 | Permalink | commenti (18)
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